La città della Scuola – Sarno

Nuovo Campus a Sarno (SA) – Concorso Internazionale di Architettura – Progetto ‘Multum in Parvo’  – Collaborazione con Giulia de Angelis e Nino Esposito

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Bando Archivio 1999   – Bando PDF      – Il vincitore       – Delibera 2009    – Delibera PDF

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Abbiamo davanti agli occhi tante “città triste”, come direbbe Italo Calvino, e vorremmo essere capaci di trasformarle in “città contente.

‘Multum in Parvo’ nasche con questo spirito, e come omaggio alle centosessantacinque vittime della tragedia del 1998. Il nostro è un progetto/poema d’amore per la città, e si propone di costituire un nucleo centrifugo di possibili sviluppo futuro, in un momento di crisi della vita urbana.

Immaginiamo uno spazio che sia “luogo di scambio di parole, desideri e ricordi”, rifuggendo la tentazione di creare “forme nove”, bensì operando pazientemente sui volumi, sulle superfici e sui colori, e dando ordine ai singoli pezzi.

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Il nuovo Campus è ubicato in pianura a 30mt. verso sud dalla riva di Rio Palazzo, e a 15mt. dalla strada di progetto prevista dal PRG, all’interno di quella che viene definita ‘zona di massima sicurezza’.

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Per le aree esterne  si è pensato di enfatizzare la vocazione agricola esistente, con una zona ad orti verso sud-est, e a frutteto (in parte esistente) verso nord-est; a ridosso del corso d’aqua si è immaginato un percorso pedonale con pista ciclabile, scandito da Salix cinerea, Salix elaeagnus e Nerium oleander; dall’altra sponda troviamo un filare di alberi d’alto fusto (Salix alba); le zone quadrate a nord e ad est sono attrezzate con sedute per la sosta ombrose d’estate e soleggiate d’inverno (impiantando varie specie di quercie); per le restanti aree si prevedono specie arboree caratteristiche della macchia mediterranea, con funzioni anche didattiche.

I parcheggi sono previsti in corrispondenza dell’ingresso principale (auto e bici), lungo il nuovo asse e a valle della Provinciale, in posizione strategica per consentire gli eventuali futuri ampliamenti.

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plastico – 1) sud-ovest, 2) nord-est. 3) sud-est (dal’alto in basso)

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3 facciate – 1) nord-est, 2) sud-ovest, ingresso principale, 3) nord-ovest

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La struttura  è introflessa, e volutamente non cerca rapporto con il territorio circostante, ‘piatto’ e povero di segni decisi, risolvendosi nel suo interno.

Tutti gli spazi si articolano nella geometria chiusa del quadrato, da cui aggetta il solo volume della palestra che funge anche da quinta d’invito per l’ingresso..

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Le linee-guida  che ispirano la nostra proposta sono sinteticamente le seguenti:

– Ragruppare i quattro elementi della composizione (le tre scuole ed il complesso uffici-mensa-palestra) attorno ad una piazza quadrata; ciò conferisce alla composizione quelle caratteristiche di “introflessione” che appare anche ottimale ai fini della tranquillità e della concentrazione degli studenti.

– Ubicare gli auditorium (articolati in tre volumi distinti) e la biblioteca sotto la piazza; si preferisce non proporrere un unico auditorium, ritenendo più controllabili e flessibili tre spazi ridotti, piuttosto che un unico grosso invaso.

– Sezionare orizzontalmente la volumetria della biblioteca e della mensa per creare l’accesso alla piazza mediante una rampa d’ingresso principale ed una cavea; ciò genera una modulazione sensoriale di percezione degli spazi e dei volumi, per ch accede da tale ingresso, rompendo la monotonia dell’ambiente esterno.

– Riservare alle attività sportive l’area posta ad ovest del fiume, libera in quanto il Campus si concentra in uno spazio estremamente contenuto rispetto al lotto.

– Permettere un possibile futuro sviluppo ad est della ‘città scuola’, in relazione alle esigenze dei decenni a venire.

– Assicurare la massima flessibilità di utilizzo degli spazi sfruttando le ampie luci realizzabile con un sistema di setti di calcestruzzo ‘a paratia’ e soffitti a cassettoni (campate da 14.40m, articolabili in sottomoduli da 7.20 e 3.60).

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pianta livello  16.25

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livello  20.00

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livello  23.75

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sezione  A-A.

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B-B.

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C-C

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L’interno delle corti che vengano a formarsi tra i blocchi delle aule e i corpi degli auditorium hanno caratteristiche urbane, e ospitano alberi del tipo Jacaranda mimosifolia.

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I corpi interni  presentano lati inclinati secondo direzioni che accentuano le linee di fuga degli accessi, come chiari segnali di orientamento.

I laboratori e le soprastanti aule occupano la parte esterna delle facciate, e sono schermati da ‘bris-soleil’ trattati (per le sole parti più aggenttanti) con i ‘pigmenti d’interferenza’ sviluppati dall’industria automobilistica: tale espediente offre all’osservatore esterno l’effimero effetto di continuo e dinamico cambiamento di colorazione delle facciate, in relazione al mutare dell’angolazione del campo visivo e delle condizioni di luce naturale.

L’esterno del ‘recinto’ contrasta con l’interno, in cui i tre corpi degli auditorium assumono le tre colorazioni primarie del rosso, del giallo e del blu, tinteggiate a calce sulle murature (qualcuno ricorda gli interni dei cortili di Pompei?).

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plastico dell’interno del auditorio e di una parte del cortile



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