Via Caracciolo, Villa Comunale – Napoli

Idee e proposte per il lungomare di Napoli – sistemazione dell’area compresa tra la Villa Comunale e il mare – concorso d’idee – in collaborazione con Giulia de Angelis e Antonino Esposito

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2014.12.02 Villa Comunale – Patrimonio dell’UNESCO          

Il premio “La Convivialità Urbana”  2014 

Una Proposta per Napoli – 2009.07.22  PDF  di  Franco Ortolani 

– esito concorso  PDF    – Progetti bocciati su Internet  PDF

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La ‘conca’ piú bella del mondo – “Vedere la luce è molto più ecellente e molto più bella che sua utilità potrebbe mai essere” Frances Bacon – Napoli tuttavia se ne fotte

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1. Criteri e impostazione generale del progetto

“Oh che Chiaia, oh che spiaggia, oh che giardini vedreste in quei confini;

et oh che spassi, oh che gentil diporti da tornar vivi i morti;”

(del Tufo – fine ‘500)

Affrontiamo il tema del concorso con un occhio alle analoghe esperienze in corso in molte città europee.

L’obiettivo é comune: riqualificare la linea di costa, e riequilibrarla rispetto al tessuto urbano circostante; in altre parole, fare in modo che la città si riappropri del mare, che spesso é da essa allontanato per effeto della frapposizione di recinti di varia natura (il traffico, le recinzioni, i muri, etc.).

Via Caracciolo e la Villa Comunale rapresentano la “cerniera” tra la terra e il mare di Napoli per un lungo tratto della costa, e lo studio dei sistemi che ne garantiscono il godimento e la “permeabilità” sono alla base della nostra proposta. La Villa Comunale, già “Reale” e “Nazionale”, rappresenta un vero e proprio “Parco Urbano” e va ricucito al contesto in un più complessivo quadro di rivitalizzazione degli “spazi colletivi” della Città, non più caotici luoghi di sosta e circolazione di autovetture, ma ordinati luoghi di socializzazione e di vita colletiva.

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panoramica dal mare

panoramica dal mare

 

Chiaia – lo stato attuale

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Le linee-giuda che ci ispirano nascono da due considerazioni fondamentali:

La prima parte dall’analisi della storia dell’area e delle trasformaziono, e ci fornisce le basi per la progettazione degli interventi. Ciò che appare evidente è come il comparto di progetto sia stato nel corso dei secoli una sorta di “cantiere aperto” in prenne modificazione, con susseguirsi di piccoli e grandi interventi.

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Chiaia 1566 – spiaggia

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L’operazione preliminare di “screening” storico ci ha condotto alla scelta consapevole di proporre la reinterpretazione del progetto 700’esco di Carlo Vanvitelli (figlio di Luigi) attraverso una duplice operazione: la “ricostruzione critica” dell’originale progetto, e la sua amplificazione, come in un gioco di “scatole cinesi”, all’intorno.

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Chiaia 1698 – Il passeggio alberato

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Chiaia 1780 – La Villa Reale di C.Vanvitelli

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La struttura “per parti” della Villa vanvitelliana ci fornisce lo spunto per proporre un’analoga schematizzazione per tutta l’area compresa tra il lungomare e Via Riviera di Chiaia (zone ‘piene’ separate da spazi di collegamento).

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La seconda linea metodologica, in stretta connessione con la prima, è quella di fornire un’idea di sistemazione che, partendo dal lotto di concorso, si amplifichi fino a comprendere l’intero lungomare sotteso alla Villa.

Ciò si traduce nello studio di una sezione tipo, in cui si prevede una “sequenza” mare – scogliera – piattaforma in legno – alberi – panchine – viale – alberi – parco riproducibile su tutta la linea di costa.

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sezione A – A

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sezione B – B

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sezione C – C

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2. La mobilità

L’ipotesi proposta si fonda sul recepimento e l’attuazione delle previsioni del Piano Trasporti – Scenario 2011.

La sistemazione finale prevede la completa pedonalizzazione del lungomare e dell’area della Villa, con l’eliminazione di Viale Dohrn (non più necessario ai fini dello smaltimento del traffico veicolare).

Due grosse rotatorie poste in testata garantiscono la fluida circolazione delle autovetture e dei mezzi pubblici su ruote.

La circolazione pedonale è libera all’interno dell’area, da Via Riviera di Chiaia fino al “deck” sulla scogliera, con due accesi marcati tra i “pezzi” del parco.

In corrispondenza della testata su Piazza della Repubblica è previsto un parcheggio a raso per 150 autovetture.

Nella prima fase della realizzazione, Viale Dohrn resta in funzione al fine di permettere la pedonalizzazione del primo tratto di Via Caracciolo e, contemporaneamente, per consentire la rimozione dei binari tramviari dalla Riviera di Chiaia e i lavori della costruenda Linea Metropolitana 6.

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La sistemazione finale

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3. Il primo lotto

Premessa fondamentale per la realizzazione del primo lotto (dall’incrocio Via Caracciolo/Viale Dohrn fino a Piazza Della Repubblica) è la pedonalizzazione di questo primo tratto di Lungomare.

Verrà realizzata la rotaria su Piazza Vittoria (prevista nell’assetto definitivo dell’area) in uno con l’annesso parcheggio a raso; ciò consentira la razionalizzazione del traffico veicolare sia nella fase di risistemazione della Riviera di Chiaia (Viale Dohrn ancora presente) sia quella sucessiva di ridefinizione dell’area.

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primo lotto

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Nel primo lotto verrà realizzato un vero e proprio “campione tipo” dell’intervento complessivo sul Lungomare, articolato nelle seguenti fasi:

– messa in opera del primo tratto di piattaforma lignea di collegamento tra la scogliera esistente e il viale di passeggio: la nuova struttura, simile al ponte di una nave, consentirà alla gente un rapporto più diretto col mare, e potrà essere utilizzata come ‘solarium’;

– messa in sito del filare di alberi a mare (posti a 5m dal limite): questa schermatura avrà la funzione di ridisegnare la linea di costa e definire lo spazio della passeggiata a mare; gli alberi saranno Pini maritimi, e potranno essere prelevati già abastanza cresciuti direttamente dalla costa Cilentana; mediante zatteroni trainanti da rimorchiatori con gru; l’arrivo dei Pini e il loro impianto potranno rappresentare l’occasione per celebrare una grande festa a mare aperta a tutta la collettività; nell’ambito del primo lotto si potrebbe pensare di realizzare l’intero filare lungo tutto il Lungomare, semplicemente abolendo una carreggiata dell’ampia Via Caracciolo, onde non avere alberi di diversa età e grandezza: tale operazione potrebbe risultare particolarmente economica, sfruttando capitali privati e sponsorizzazioni (vedi capitolo finale sui costi d’intervento); il limite tra il solarium e la passeggiata a mare sarà scandito da un gradino in granito, con funzione anche di seduta;

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prospettiva

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– Predisposizione di una “maglia” pari a 10m x 20m per l’impianto di nuovi alberi (lecci) su tutta la superficie interna dell’area di progetto: le strutture esistenti (Acquario, Circolo della stampa, Tennis) veranno mantenute e armonizzate alla griglia, ivi comprese le emergenze arboree presenti; per gli spazi liberi è prevista una pavimentazione alternata a zona di prato, senza recinzioni e con le caratteristiche tipiche di Parco urbano pubblico;

Arredo dell’area, con l’inserimento di panchine (interasse 10m) in corrispondenza della passeggiata a mare, fontane e beverini, elementi illuminanti diretti e indiretti;

Si rilevi che nel completamento dell’intervento si prevede:

– Messa in sito di recinzioni realizzate per parti e zone definite (solo per le aree occupate da aiuole) al fine di garantire la massima permeabilità dell’area: tali recinzioni potrebbero essere del tipo “a scomparsa” con sistema a pantografo;

“Ricostruzione critica” delle strutture vanvitelliane, ivi compresi i 4 padiglioni di testata, con messa in impianto di filari di olmi e fontane; nell’ambito di tale sistemazione si provederà al riposizionamento delle tante opere d’arte presenti in Villa;

– Installazione di 2 pontili per la Linea Marittima di Costa (taxi boat).

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Planimetria 1-2000 mv.

planimetria

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veduta

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4. Techniche e materiali

I materiali e le techniche sono stati scelti secondo criteri di economia e funzionalità, senza inutili sprechi.

In particolare si ha:

legno (cedro) per la piattaforma/solarium, ancorato alla scogliera mediante tirafondi in acciaio inox;

lastre di pietra naturale 60 x 300cm per le panchine, del tipo bombato per favorire il defluso delle aque; la parte inferiore della lastra sarà bianca riflettente, con elementi a luce indiretta sottoposti;

blocchi di granito per il gradino di bordo;

pavimentazione con filari di pietra di tufo battuta e riquadri in scaglie di calcare, anch’esso battuto, realizzata a secco su sottofondo drenante;

griglie per alberi in legno;

elementi illuminanti del tipo diretto e indiretto, realizzati con technologia LED;

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5. Valutazione sommaria dei costi di intervento

La filosofia del progetto è quella di contenere il più possibile i costi di realizzazione, gestione e manutenzione, operando scelte programmatiche precise, così riassumibili:

– utilizo di materiali e tipologie costruttive semplici, dotate di ottime caratteristiche formali e funzionali, ma di rapida ed economica messa in opera.

– Riduzione al minimo dei costi di manutenzione, per effetto dei materiali e delle tipologie costruttive ipotizzate, dotate di elevate caratteristiche di resistenza e durata.

– Ricorso a particolari meccanismi di finanziamento privato; ad esempio la messa in sito degli alberi sul lungomare potrebbe avenire ricorrendo alla formula della sponsorizzazione: ogni albero potrbbe essere donato alla Città da sogetti privati (aziende, banche, associazioni, etc.) in cambio di un’adeguata pubblicità (si pensi ad una piccola targhetta infissa sulla griglia posta a protezione del sito di impianto).

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l’arrivo dei pini

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16 thoughts on “Via Caracciolo, Villa Comunale – Napoli

  1. La città viaggia in metrò
    02 aprile 2012

    ÈRECORD peri trasporti pubblici. Nella settimana di Ztl, dopo il primo giorno di caos, i cittadini si organizzano e riscoprono bus e metro. E per i prossimi 10 giorni di Ztl no-stop (dal 5 al 15 aprile), per incrementare la movida e aiutare i ristoratori, il Comune pensa a una strategia di “colonizzazione” della strada con tavolinie ombrelloni, come lungo la Senna a Parigi. Partiamo dai dati dei trasposti: Metronapoli ha registrato un picco assoluto di 126 mila passeggeri (nella giornata di mercoledì), contro una media giornaliera (già rosea grazie all’ avvio della Ztl del centro storico) di 100 mila. LE TRE funicolari (Centrale, Chiaia, Mergellina) hanno incassato un più 15 per cento di utenti. Bene anche gli autobus, su cui hanno viaggiato una media del 10-15 per cento in più di cittadini. E a una settimana dall’ avvio del provvedimento e in vista delle gare di Coppa America, l’ assessore al Traffico, Anna Donati, fa un bilancio positivo: «Ho ricevuto decine di mail, foto, sms, di gente entusiasta. Sabato è stata una grande giornata. Tutti a piedi o in bici nell’ isola pedonale, che successo». Sullo smog che ha fatto registrare dei picchi in periferia la Donati è chiara e dura: «Non è collegato alla Ztl. Basta confrontare i dati. Se io prendo i dati dei primi tre mesi 2011 e dei primi tre mesi 2012, guardando il sito Arpac, scopro un abbassamento generale dell’ inquinamento a Napoli, tranne appunto nella centralina di corso Novara, che oggièa quota 34 sforamenti per le polveri sottili». Ma secondo l’ assessore per questi picchi le cause sono due: «Uno: Autostrade meridionali ha chiuso l’ ingresso da via Marina verso l’ autostrada l’ 8 marzo e tutto il traffico è stato deviato deviato su corso Umberto, corso Lucci, via Galileo Ferraris, tant’ è che tra l’ 15 e il 24 marzo la centralina ha superato i limiti otto volte. Due: c’ è stato un cambio di circolazione a piazza Garibaldi, per l’ allargamento del cantiere di Grandi Stazioni: il Pm10 è dovuto sì alle auto, ma anche ai cantieri». A inorgoglire, poi, l’ assessore il dato della stazione Museo, che l’ anno scorso (al 29 marzo) aveva superatoi limiti di smog 26 volte e quest’ anno appena 4. «Questo risultato un po’ è dovuto al fatto che i napoletani vista la crisi stanno usando meno l’ auto, ma anche alla Ztl del centro storico. E sinceramente temevo che con l’ avvio della Ztl a Chiaia avremmo vanificato questo successo. Invece non é stato così. Perciò la Ztl non porta smog lungo il perimetro. Il provvedimento ha funzionato anche sotto questo aspetto». Un bilancio positivo dei primi sette giorni. E ora ci sarà il periodo più intenso. Da ieri pomeriggio (ieri i controlli ai varchi sono stati meno intensi anche a causa di 15 processioni per le Palme in cui sono stati impegnati i vigili) e per i primi tre giorni della settimana la Ztl è sospesa alle 18. E da giovedì fino al 15 aprile l’ area di Chiaia sarà chiusa giorno e notte, in attesa delle gare di Coppa America che partiranno l’ 11 aprile. Questa maratona di divieti crea grande preoccupazione tra negozianti e ristoratori per gli incassi in caduta libera. «Questo è stato un provvedimento studiato in corsa, ma abbiamo coinvolto gli operatori commerciali e io li rivedrò in settimana per trovare con loro aggiustamenti», chiarisce l’ assessore. Il primo potrebbe essere di far terminare la Ztl alle 18, anche giovedì. La seconda, invece viene da un’ idea a più lungo termine: «L’ intenzione del Consiglioe della giunta è di sperimentare nei tre mesi estivi una maxi isola pedonale su via Caracciolo, da viale Dohrn a Mergellina. La mia idea, e sono d’ accordo con l’ assessore al Commercio Esposito, è di concedere a negozianti e ristoratori più spazio sull’ asfalto, tenendo bus, taxi e bici sul lungomare e riempiendo la strada di tavolini e ombrelloni. Via le auto per dare spazio a tavolini, pedoni, bici. Anche per la America’ s Cup potremmo pensare a soluzioni simili». E per agevolare chi arriva dalla provincia e dalla periferia, il Comune nel week-end di Pasqua e nel successivo fine settimana aprirà il parcheggio del centro direzionale (2000 posti) con navetta gratuita per piazza Vittoria e i parcheggi privati offriranno lo stesso servizio da piazza Nazionale e da Fuorigrotta. «L’ unico mio appello – conclude la Donati – è alla Regione. Salviamo la Circumvesuviana e la Cumana. Investiamo nel trasporto pubblico. A Caserta l’ azienda dei trasporti è fallita, a Salerno è in stato pre-fallimentare. L’ Anm ha gravi difficoltà. Troviamo insieme le soluzioni».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA – CRISTINA ZAGARIA

  2. È ufficiale: via Caracciolo resterà chiusa per sempre
    L’annuncio del sindaco: e ora anche la Coppa Davis. La giunta autorizza più spazio per i tavolini sul lungomare

    NAPOLI«Il tratto di via Caracciolo dove si svolge la Coppa America sarà pedonalizzato per sempre». Luigi de Magistris esce dalla penombra sulla decisione e annuncia quello che il Corriere del Mezzogiorno aveva anticipato venerdì scorso, cioè che la parte di lungomare parallela a viale Dohrn, quella che per anni veniva chiusa al traffico solo la domenica, sarà chiusa per sempre.

    Si andrà quindi «in continuità» rispetto al dispositivo scattato in questi giorni per la Coppa America, auspicando che in quella zona nei prossimi mesi non solo si potrà svolgere il prologo del Giro d’Italia di ciclismo 2013, come annunciato dallo stesso de Magistris, ma anche una parte della Coppa Davis di tennis. Il sindaco ha infatti raccolto l’invito di Ninni Serra, presidente del Circolo del Tennis, di perorare la causa: «Sono d’accordo con l’idea, darò il mio pieno appoggio. Il comune, peraltro, è proprietario del Circolo, quello è uno dei nostri gioielli. Farò tutto il possibile. Lo sport è determinante, faremo project financing per il Collana e Mario Argento».

    Il dispositivo – Per ora, a meno di ripensamenti dell’ultim’ora, si va avanti con il dispositivo straordinario che resterà in vigore ininterrottamente da domani mattina alle 7 alle 18 del giorno 15. Oggi il summit convocato dall’assessore alla Mobilità Anna Donati con l’assessore alla Polizia municipale Giuseppe Narducci, il generale Luigi Sementa e altri attori coinvolti in questo piano di pedonalizzazione del centro. Dunque città chiusa nella zona che va da piazza Sannazaro a piazza Municipio fino a piazza Amedeo. Via libera ai veicoli diretti nei garage e avanti tutti con i bus notturni, la funicolare di Chiaia aperta fino alle 2 e il metrò linea 1 in funzione fino all’una del mattino.

    La protesta – Non tutti sono soddisfatti di questo piano. I commercianti denunciano affari in calo. Il quadro fornito dal leader dell’Ascom, Pietro Russo, è sconfortante. C’è una frangia di esercenti che chiede almeno l’apertura alle auto di via Morelli e via Vittoria Colonna. C’è poi la manifestazione indetta dal movimento civico Chiaia per Napoli. Concentramento alle 14 in piazza del Martiri. Saranno tutti in mutande, ma non tutti sono allineati su questo fronte. «Le provocazioni non servono» spiega il presidente della Botteghe dei Mille, Nino De Nicola.

    Le concessioni – Del resto una schiarita è già arrivata. La giunta su proposta dell’assessore allo Sviluppo, Marco Esposito, ha approvato la delibera che consentirà — da domani al 25 aprile — a ristoranti, bar e pizzerie di via Partenope e di tutta l’area interessata dalla Ztl (ad eccezione di Via Chiaia e Via Toledo, dove il flusso pedonale sarà più intenso) di aumentare l’occupazione degli spazi esterni. Il provvedimento estende i suoi effetti a tutta la città, in quanto, nello stesso periodo, sarà consentito, a coloro che ne abbiano fatto regolare richiesta, di ottenere un’occupazione di suolo provvisoria purché con elementi di arredo minimali: sedie, tavolini e ombrelloni.

    Paolo Cuozzo
    Anna Paola Merone
    04 aprile 2012
    © RIPRODUZIONE RISERVATA

  3. UNA CITTÀ SVIZZERA SULLE RIVE DEL GOLFO
    08 aprile 2012

    L NUOVO dispositivo di traffico, adottato a ridosso del lungomare in vista delle regate preliminari di Coppa America, ha creato nei primi giorni una situazione di vero e proprio caos. Ora, invece, complici anche le festività di Pasqua con relativa chiusura di scuole e uffici, chi circola per il centro di Napoli ha l’impressione di trovarsi in una città svizzera. Strade asfaltate di fresco, poco e ordinato traffico, regole della circolazione rispettate, vigili a ogni incrocio. E molti turisti, immuni dall’ansia dello scippo. Osservato dall’alto, il più bel golfo della terra sembra la cornice antica che ha finalmente trovato un adeguato contenuto moderno: gli eleganti catamarani ad ala rigida, ritti come corazzieri nelle acque di Mergellina. Questa nuova immagine di Napoli sarà nei prossimi giorni negli occhi di telespettatori di tutto il mondo, sovrapponendosi al ricordo dei cumuli di rifiuti. Già solo per questo risultato, al di là del conto economico sulla manifestazione e sull’indotto turistico, i pochi giorni di regate preliminari di Coppa America si possono definire un successo.
    V a dato atto al presidente degli industriali Graziano, a quelli di Regione Caldoro e Provincia Cesaro, al sindaco de Magistris di avere avuto una giusta intuizione e di averla caparbiamente difesa contro tutte le pigrizie fisiche e mentali di quella parte di città impegnata più a impedire agli altri di fare che a rischiare un’operazione o un investimento. In particolare, chi più di altri verrà associato alla scelta di Coppa America è il sindaco, sia perché è il padrone di casa dell’evento, sia per il coinvolgimento massiccio di tutta la macchina comunale. La stessa sorte toccò in negativo, nove anni fa, alla Iervolino, all’epoca della gara perduta con Valencia. Allora si trattava della “vera” Coppa America, cioè della manifestazione finale. Oggi si tratta solo di cinque giorni di regate preliminari, ma il vantaggio che de Magistris ne può trarre è notevole.
    Peraltro il sindaco, che è alla guida di una coalizione di sinistra caratterizzata da forti impulsi ideologici, si sta rivelando nelle sue scelte pragmatico fino alla spregiudicatezza. Bisogna osservare quello che fa più di quello che dice, spesso fuori dalle righe. Chi pensava che l’amministratore avrebbe ceduto il passo al politico si deve ricredere. Anzi, mentre già zoppicano i tentativi di creare un movimento nazionale incentrato sui sindaci, l’impegno profuso da de Magistris nel lavoro quotidiano lo pone ai vertici della popolarità e della stima dei concittadini. Un aspetto fatto risaltare anche dal presidente Napolitano, che ha usato recentemente parole lusinghiere di cui il sindaco mena giustamente vanto.
    De Magistris ha messo in ombra l’anima malinconica della città e ha puntato sull’energia e l’entusiasmo di chi è sempre pronto a ricominciare. Questa però è una città in cui è più facile dare avvio a qualcosa, anche ogni cinque minuti, che perseguirla con determinazione. La città svizzera di questi giorni è pronta a ripiegarsi sui suoi difetti levantini appena su Coppa America calerà il sipario. Napoli è piena di risorse individuali straordinarie, ciò che manca è la capacità di vivere collettivamente con ordine giorno dopo giorno, senza farsi sopraffare dalle continue emergenze.
    C’è dunque bisogno di ordinaria manutenzione, più che di continue inaugurazioni. Ma anche gli eventi straordinari possono essere i benvenuti, soprattutto se non si pensa di affidare soltanto a loro il destino della città e, ancor più, se sono un mezzo e non un fine. Ossia, se essi sono più utili alla città di quanto la città sia utile a loro. Se comportano la costruzione di strutture da usare anche quando l’evento è finito, e non di inutili ingombranti. Se la spesa è ottimizzata e non sprecata.
    Da questo punto di vista la Coppa America lascia poco, forse l’allungamento delDe Magistris ha messo in ombra l’anima malinconica della città e ha puntato sull’energia e l’entusiasmo di chi è sempre pronto a ricominciare. Questa però è una realtà in cui è più facile dare avvio a qualcosa che perseguirla con determinazione la massicciata di scogli bianchi davanti a via Caracciolo, che forse verranno tolti forse no. Se per la manifestazione fosse stato possibile scegliere lo specchio d’acqua di Bagnoli, si sarebbe potuto dare impulso a un progetto di riqualificazione urbana tuttora in alto mare. Bagnoli rischia di diventare, se non lo è già, il simbolo dell’inconcludenza napoletana. In una realtà sovraffollata e densamente cementata, c’è un’area meravigliosa, di fronte al mare, di cui da vent’anni non si riesce a fare nulla, tra il timore della speculazione, l’irrealtà dei progetti e gli anatemi dei vari ayatollah della purezza naturalistica. Siamo pronti a scommettere che il problema della colmata lo risolveranno solo il tempo e il mare, e che quando molti di noi avranno lasciato questa terra, essa sarà ancora lì, circondata dai dibattiti sul ripristino della linea di costa, la restituzione della spiaggia ai cittadini e l’identità sessuale degli angeli.
    Se dunque l’evento Coppa America non lascerà opere materiali, possiamo però sperare in un’eredità spirituale ben più importante: la cultura dell’ordinaria manutenzione, della cura giorno per giorno, dell’assiduità dei comportamenti. Solo così si diventa svizzeri. Pensate un po’, napoletano e svizzero fusi insieme: la perfezione.
    – GIUSTINO FABRIZIO

  4. Luigi de Magistris ‏- @demagistris – il lungomare di Napoli oggi e’ un sogno divenuto realta’.Da oggi sempre vita,musica,arte,con il suono del mare e la visione dell’infinito…

  5. De Magistris: «Il futuro della Ztl? Il popolo ha deciso che resterà»

    NAPOLI – «La ztl rimarrà in vigore? Certo, la nostra idea è stata confortata dalla risposta del popolo che ieri ha deciso che così deve essere e così sarà». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando con la stampa prima della conferenza stampa di presentazione delle gare di Coppa America al via domani a Napoli.

    «Il lungomare pieno di persone che lo vivono è bellissimo», ha detto de Magistris che ha sottolineato anche come «queste gare consentiranno un riavvicinamento forte del mare ai napoletani». «Il mare – ha aggiunto il sindaco – non è solo cartolina, penso ai ragazzi che vogliono andare sulle piccole barche a vela, gli optimist, accessibili a tutti da Scampia a Posillipo».

    «La Coppa America – ha proseguito – è stata anticipata da troppo scetticismo, molti dicevano che non si sarebbe fatta mentre io da tre mesi dico che si sarebbe disputata. Molti si sono preoccupati, invece di fare comunicazione per fare venire i turisti, di spaventarli, dicendo che sul lungomare non si poteva arrivare».

    «E, invece, ieri centinaia di migliaia di persone se ne sono fregate del terrorismo e sono venute – ha concluso – E il lungomare era, nel suo disordine, ordinatissimo».

    Martedì 10 Aprile 2012 – 15:43 Ultimo aggiornamento: 16:48
    © RIPRODUZIONE RISERVATA

  6. Lungomare, palcoscenico vuoto

    Caro direttore,

    l’attuale mancanza di definizione e identità del lungomare liberato dalle auto nasce dall’evidente contraddizione di una grande strada non più utilizzata come tale. L’effetto è simile a quello di un “terrain vague”, di uno spazio in disuso dove spesso nelle città si ospitano i tendoni dei circhi, e non a caso a prevalere in questo momento è proprio la tendenza ad accogliere disordinatamente attività ambulanti e provvisorie di vario genere.

    Con la differenza che qui siamo di fronte allo spazio più rappresentativo di Napoli e del suo splendido paesaggio.

    Occorre dunque un progetto complessivo di reinterpretazione e trasformazione del lungomare, che non è cosa da poco e che merita tempi adeguati di riflessione ed elaborazione.

    Esclusa ragionevolmente la rimozione della colmata su cui il lungomare giace, e la ricostituzione della spiaggia di una volta, l’ipotesi già venuta in luce è quella di un’estensione del parco pubblico verso mare, facendo però attenzione a non snaturare l’identità e unitarietà storica della Villa Comunale.

    Esiste infine, nell’immediato, un’alternativa al “terrain vague” stile luna park. Essa consiste nel deciso allargamento del marciapiede lato mare, che consentirebbe di confermare il carattere di passeggiata del lungomare, sia per i pedoni che per i ciclisti in spazi distinti, con l’eventuale aggiunta di elementi di arredo urbano (panchine, nuova illuminazione, wifi, ecc). Si potrebbero inoltre conservare due corsie riservate a mezzi cui imporre la velocità massima di 30 km/h, come bus e taxi elettrici, bus turistici e perfino le caratteristiche carrozzelle napoletane.

    Maurizio Russo – NAPOLI

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    Caro Russo,

    dopo aver difeso la giusta intuizione del sindaco sulla pedonalizzazione del Lungomare (non mi piace affatto però l’espressione «liberato») siamo passati ad una sana critica costruttiva.

    Le ragioni sono sotto gli occhi di tutti: via Caracciolo e via Partenope al momento sono semplicemente le quinte teatrali di un palcoscenico vuoto. È vero: fanno da splendida cornice ai ciclisti e ai pattinatori, alle famiglie in libera uscita o ai gruppi di turisti ma restano affatto lontane dalle potenzialità di intrattenimento che questo splendido pezzo di Golfo avrebbe.

    Insomma, bisogna organizzare l’intrattenimento e non dovrebbe essere difficile partendo da una materia prima che farebbe invidia alla Croisette di Cannes.

    L’altro punto è l’accesso dei cittadini a questa parte del Lungomare. Il giusto criterio della pedonalizzazione deve indispensabilmente essere accompagnato dai servizi necessari per consentire l’accesso in quella zona. Mi spiego: io posso dire ai napoletani “qui tu puoi circolare solo a piedi” ma devo anche dirgli come raggiungerlo senza aggravio di costi, garantendo quel servizio pubblico di trasporti che effettivamente metta a disposizione il «Lungomare di tutti».

    Altrimenti, in modo assai paradossale, anziché compiere un’operazione di apertura nei confronti dei cittadini dando agli esclusi il diritto di sentirsi a casa loro lì dove prima potevano sfrecciare solo in auto o parcheggiare abusivamente in tripla fila, creo un ghetto di lusso ad uso esclusivo dei residenti che già hanno la buona sorte di vivere a Chiaia.

    P. S. Per la vivibilità di questi ultimi, una semplice raccomandazione. Va bene lasciare l’accesso alle orchestrine itineranti, ma non sarebbe giusto rispettare gli orari della quiete notturna e i relativi decibel sotto le finestre di incolpevoli abitanti che a mezzanotte magari riposano?

    Invia le tue mail a
    letterealdirettore@ilmattino.it
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    • Tania Talamo, grazie per l’aviso (che ho aggiunto al mio weblog e che ho inviato anche ai miei amici a Piano di Sorrento) e ti ringrazio per le belle parole, apprezzandole e ritornandole per il lavoro importantissimo di econote;
      complimenti,
      ben

  7. Benedetta de Falco su facebook FB

    – ma è una meraviglia senza fineeeeeeeeee….. bellissimo… un sognoooooooo

    – mi piace moltissimo questo progetto… ha tra l’altro una sua eleganza straordinaria…

    – io non ci posso credere… che ci sia questo ben di Dio di progetto ed è inattuato…
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    • Signora Benedetta de Falco,

      questa valanga di complimenti ci darà energia per l’anno intero;

      grazie, anche nel nome dei colleghi Giulia de Angelis e Nino Esposito,

      Ben Huser

  8. Gentile Architetto Huser,

    ho avuto il privilegio di ammirare i suoi progetti urbanistici per la città di Napoli ed anche il rammarico di non vederli presto realizzati.

    Da modesto operatore del turismo nella mia città auspico e propugno un rapido cambiamento al quale Lei, ed altri illustri colleghi, dovranno pur partecipare un giorno.

    Buona fortuna ad entrambi!
    Leonardo Tartaglia

    • Caro Leonardo Tartaglia,

      grazie per i complimenti per il nostro lavoro – vi ringrazio anche a nome dei colleghi Giulia de Angelis e Nino Esposito, entrambi di Piano di Sorrento.

      Le reazioni positive sulla vostra pagina FB ci mostrano che vale la pena di impegnarsi per una città vivibile. Continueremo a resistere ostinatamente contro il ‘cocktail’ composto da mediocrità, corruzione e mancanza di solidarietà che ci rende la respirazione difficile da ormai 40 anni.

      complimenti per la pagina importante di ‘Lungomare di Napoli “Occupato”‘, forza ragazzi,
      ben huser

  9. Napoli. «Così sogniamo il lungomare»: sfida tra architetti per il nuovo waterfront
    Guarda i progetti e vota il tuo preferito

    http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/caracciolo-lungomare-architetti/notizie/706630.shtml

    Napoli. Progettare il futuro del Lungomare di Napoli “liberato”, pedonalizzato dalla giunta de Magistris, per lungo tempo al centro di accese polemiche tra amministrazione e cittadini. E’ questo l’obiettivo della quinta edizione del Premio “La Convivialità Urbana”, ideato dall’Associazione Napolicreativa e realizzato in partenariato con l’Ordine degli Architetti Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori di Napoli e Provincia e l’ACEN – Associazione Costruttori Edili Napoletani.

    Dopo Piazza San Luigi, il Casale di Posillipo, Piazza Mercato e la Mostra d’Oltremare, il Premio La Convivialità Urbana invita i giovani architetti, inseriti in gruppi multidisciplinari di professionisti, a misurarsi con il Lungomare e, al tempo stesso, lancia un confronto sul tema a livello locale, nazionale e internazionale tra professionisti, studiosi, cittadini e amministratori.

    Una ventina i progetti giunti alla segreteria organizzativa del premio che saranno esposti da oggi fino al 31 maggio 2014, presso la hall dell’hotel Royal Continental (via Partenope 38/44 – Napoli) e che saranno valutati da una giuria tecnico-scientifica e dai visitatori della mostra che dovranno esprimere tre preferenze. Il primo gruppo classificato conquisterà un premio in denaro di 2.500,00 euro, al secondo gruppo andranno 1.500,00 euro e 1.000,00 euro al terzo classificato. Inoltre i progetti concorreranno anche per un premio web che verrà attribuito con un voto pubblico online.

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